Abogados en Italia - A. Tirelli

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Abogados ItaliaEl Abogado Alexandro Maria Tirelli nace en la ciudad de Napoles, Italia, el 30 de Julio de 1970 . Inscrito en el colegio de abogados de Torre Annunziata.

Ejerce la profesion de abogado penalista en Italia, siendo reconocido como uno de los mas importantes abogados internacionales en Roma, Milan, Genova y Napoles. Tirelli es especializado en crimines de  narcotrafico, blanqueo de dinero, delitos de sangre y derecho penal economico.

El Doctor, es el abogado en Italia lider en las relaciones con Espana y paises de  America Latina, Pertenece a la lista Oficial de abogados recomendados por parte de la embajada de Estados Unidos en Italia y por parte del consulado del Reino Unido en Napoles, mereciendo reconociemiento por estas dos instituciones como abogado internacional italiano.

El doctor Tirelli se ocupa de casos de extradicion y OEDE (entrega de detenidos a las autoridades judiciales italianas) y de defensa de procesos penales por cualquier caso de imputacion.

Todos los colaboradores del despacho del Doctor Tirelli mantienen comunicaciones en diversos idiomas como : Espanol – Castellano, Ingles , Portugues e Italiano .

El Bufete dispone de un departame.

 

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Affare Panama: l'intervista di Tirelli su Repubblica

Escrito por Administrator Viernes 30 de Septiembre de 2011 07:44
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berlusconi lavitola tirelli

da La Repubblica del 27 settembre 2011

Ricardo Martinelli e alcuni suoi ministri nel nostro Paese in agosto, quando uscì la notizia dell'inchiesta. L'episodio potrebbe interessare i pm intenzionati a far luce sugli appalti di Finmeccanica.

L'affare Panama si arricchisce di un interessante tassello. Che potrebbe aprire presto un filone di approfondimento per i magistrati della Procura di Napoli. Spunta infatti il mistero di un incontro riservato tra Silvio Berlusconi e il presidente della Repubblica di Panama, Ricardo Martinelli, proprio nell'estate di fuoco - tra il 19 e il 25 agosto - che svelerà la notizia dell'inchiesta sul premier tenuto sotto ricatto da Valter Lavitola e dai coniugi Tarantini.

Ricapitoliamo. È già noto il formidabile ruolo svolto da Lavitola come mediatore "a tutto tondo", politico e imprenditoriale, tra il governo di Roma e lo Stato del Centro America. È acquisito che Panama dispensi appalti e business alle società italiane. In particolare, alle imprese di Finmeccanica che ha ottenuto appalti per circa 230 milioni di dollari (oltre 160 milioni di euro) nel settore sicurezza. Una delle contropartite ottenute dallo Stato del Centro America è stata la donazione di ben sei pattugliatori in forza alla nostra Guardia costiera.

Última actualización el Viernes 30 de Septiembre de 2011 07:49
 

OMICIDIO SPADAFORA, NORIEGA VENGA IN ITALIA

Escrito por Administrator Miércoles 31 de Agosto de 2011 16:24
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INTERVENTO DELL'AVV. ALEXANDRO MARIA TIRELLI SU "Il Mattino" - 14 agosto 2011

Il corpo senza testa, vicino a un fiume, tra la polvere e l’orrore. Era il 13 settembre 1985, quando il cadavere di Hugo Spadafora, figlio ribelle d’una generazione d’emigranti, in fuga dalla miseria e carica di speranze, fu ritrovato al confi-ne con Panama.

Da San Marco Argentano, in provincia di Cosenza, la sua famiglia era partita per inseguire il sogno americano, incrociando i dolori della dittatura, ma senza mai dimenticare le radici calabresi e il desiderio di giustizia.
Che ancora oggi alimenta questa storia. Medico diprofessione, Hugo Spadafora s’era laureato all’Università di Bologna per poi diventare eroe di due mondi: guerrigliero in Guinea Bissau, prima, e in Nicaragua, poi.

Nel 1978 il «Che Guevara italiano» si dimise dall’incarico di viceministro della salute, nel governo di OmarTorrijos aPanama, proprioperar-ruolarsi volontario tra i ribelli del cen-tro-America. Inprimalineacontroladit-tatura Somoza, a Panama accolto da eroe quando il regime fu sconfitto dopo quattro annidilotta. Ritornato in patria, però, Spadafora fu ucciso su ordine di unaltro dittatore: «Aveva scoperto, e iniziato a denunciare pubblicamente, un traffico di armi e droga gestito da Ma-nuel Antonio No-riega nel suo Paese. Per quel delitto l’ex dittatore è ancoraimpunito» dice l’avvocato Alexandro Tirelli.

L’avventura oltreoceano, e ritorno. Ventisei anni dopo, i familiari della vittima si rivolgono al Guardasigilli Francesco Nitto Palma. Chiedono che il mandante del delitto sia processato in Italia.
La Francia si appresta infatti a estradare Noriega, detenuto a Parigiperaltrireati. Gli Stati Uniti hanno dato il loro assenso e il governo panamense ha sollecitato il provvedimento per l’uomo già cacciato dal potere nel 1989, perché sconti nel Paese una pena di 20 anni, inflitta nel 1993, per l’omicidio Spadafora.

Il trasferimento avverrà in un carcere di massima sicurezza, e non agli arresti domiciliari, ha affermato il ministro dell’Interno panamense Roxana Mendez. In un’intervista a Telemetro Reporta, Mendez ha però spiegato che qualsiasi altra misura detentiva potrà essere disposta solo dopo che Noriega sarà nel carcere di El Renacer, operazione in programma tra la prima e la seconda settimana ottobre.

Di traverso, si inserisce la richiesta di processare Noriega in Italia che sarà protocollata martedìprossimo. L’avvocato Tirelli sottolinea: «Preparata l’istanza, non è tanto una questione di diritto, è una scelta politica. L’unica reale chance per avere giustizia è aprire un procedi-mento penale in Italia».

Di qui l’appello al Guardasigilli: «Solo il ministro può avallare l’istanza per chiedere alla Fran-cial’estradizionediNoriega». I tempi sono stretti: «Una richiesta non tempestiva significherebbe consentire all’ex dittatore di ritornare nel suo Paese». Proprio da Panama i parenti della vittima ricordano come laviolenza del regime è impressa nella loro memoria. E dalle loro parole trapela la rabbia: «Non vogliamo rassegnarci all’idea che Noriega non paghi per l’efferato omicidio.

Chiediamo all’Italia una dimostrazione di orgoglio nazionale nella lotta contro ogni for-ma di persecuzione politica, ovunque avvenga» dicono i fratelli Guido, Alida e Carmenza Spadafora.

Dal ministero di via Arenula arriva una parola di comprensione. «Il caso è sotto la lente d’ingrandimento del disastero - dice il ministro Francesco Nitto Palma - Per questa vicenda, come per altri fatti simili, c’è sempre massima attenzione. Un’atten-zione non retorica ma sostanziale. Verrà fatto tutto il possibile perché la giustizia abbia compimento, in base alla norme del diritto italiano e internazionale».

   

Sequestro record di coca a La Spezia

Escrito por Administrator Viernes 26 de Agosto de 2011 09:30
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Dal Corriere Della Sera Una tonnellata di droga era nascosta in un container proveniente da Santo Domingo.

Cinque arresti MILANO - A La Spezia cinque arresti e sequestro record di oltre una tonnellata di cocaina. Si tratta di droga proveniente dal Sud America.
La Guardia di Finanza, in cooperazione con l'Agenzia delle Dogane, ha smantellato un'organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti, eseguendo cinque arresti e sequestrando più di una tonnellata di cocaina, per un valore che supera sul mercato i 300 milioni di euro.

Última actualización el Viernes 26 de Agosto de 2011 09:35
 

Caso Cerri: a Tirelli la difesa di Rodriguez

Escrito por Administrator Viernes 22 de Julio de 2011 11:08
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Milano, 25 feb. - (Adnkronos) - Ha confessato uno dei tre domenicani arrestati dagli uomini della squadra Mobile di Milano per l'omicidio dell'imprenditore Stefano Cerri, scomparso il 10 dicembre 2008 da Milano. Wilton Valles Martinez, 30 anni, non ha retto agli interrogatori e ha raccontato di aver sequestrato e ucciso, insieme ai due presunti complici, Omar Calcano e Marky Antonio Hernandez Rodriguez, di 32 e 28 anni, il 48enne imprenditore.

Un delitto, il corpo non e' ancora stato trovato, di cui e' mandante sarebbe il 'rivale' Stefano Savasta, ossessionato da una donna: prima sua compagna, poi amante di Cerri. I tre, arrestati nei giorni scorsi, sono considerati dagli inquirenti, gli autori materiali del delitto. A tradirli i tabulati telefonici che hanno mostrato i contatti ripetuti tra Savasta e Calcano, anche il giorno della scomparsa di Cerri. Martinez ha confessato di essere stato contattato da Calcano. Per il sequestro avrebbe ricevuto la promessa di 2mila euro, soldi mai ricevuti.

I dominicani avrebbero prelevato Cerri fuori dalla sua azienda, in via Gratosoglio a Milano, con un furgone. Quindi, sempre secondo il racconto del 'pentito', lo avrebbero picchiato fino ad ammazzarlo. Martinez ha raccontato di non essere mai stato al corrente dello scopo della 'spedizione' e di essere rimasto in un altro vano del furgone, mentre avveniva il delitto.

Il corpo della vittima sarebbe stato quindi nascosto nell'area di un depuratore, al confine tra Milano e Rozzano, non lontano dal centro commerciale Fiordaliso. Gli scavi per cercare i resti dell'imprenditore, sono andati aventi per circa un mese, ma senza esito: lo scorso anno nell'area sono stati eseguiti alcuni lavori e le ruspe potrebbero aver cancellato ogni traccia.

 

fonti:
http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Lombardia/?id=3.1.56968528
http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2011/02/09/news/omicidio-trascritte-le-intercettazioni-1.649075
http://www.chilhavisto.rai.it/dl/clv/Misteri/ContentSet-e60bc7a7-9c53-4da3-848b-0fe4cde1188b.html

   

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